E’ una tecnologia che sta cambiando il modo di archiviare dati e giochi, vediamo insieme cos’è il cloud e come funziona

Cosa significa e cos’è il cloud

Con il termine cloud – dall’inglese “nuvola” – si indica, molto semplicemente, un network di computer su cui gli utenti – privati o aziende – possono caricare e memorizzare i propri file. Questo spazio virtuale si differenzia da quello fisico del proprio computer o laptop, poiché i dati vengono salvati su dispositivi di archiviazione fisica diversi – i server -, dislocati in differenti aree geografiche.
I servizi di cloud a disposizione oggi sono molteplici – Dropbox, Box e Google Drive ne sono un esempio – e tutti offrono, seppur con qualche differenza, la possibilità di archiviare file di diverso tipo e dimensione (documenti, foto, video, film, musica e altro ancora). In più, i cloud generalmente permettono anche di sincronizzare il proprio archivio con altri dispositivi e di condividere i contenuti con più utenti, con la possibilità, da parte di questi, di effettuare modifiche.

Tra i principali vantaggi che il cloud può offrire – sia a privati che ad aziende – troviamo:
Accessibilità: gli utenti possono facilmente archiviare ed accedere ai file nel cloud, poiché non è richiesta alcuna conoscenza tecnica. Basta solo una connessione ad Internet. Sicurezza: i dati del server sono distribuiti su più server e i file memorizzati nel cloud sono protetti contro qualsiasi tipo di guasto hardware. I server cloud forniscono anche backup automatici e istantanee per garantire la sicurezza dei dati. Risparmio: aziende e organizzazioni possono ridurre i costi operativi annuali utilizzando il cloud, dato che per l’archiviazione non sono necessarie energia e risorse interne. Facilità di condivisione: come già detto, i dati archiviati nel cloud possono essere facilmente condivisi con clienti e colleghi in modo semplice e sicuro. È possibile condividere l’accesso ad un particolare ambiente cloud o all’account completo con altri utenti. Automazione: il cloud esegue in automatico il backup dei dati, evitando tale compito agli utenti. Questo risulta particolarmente conveniente per le aziende, che non dovranno quindi preoccuparsi di creare e pianificare i backup.
Dietro un’interfaccia semplice e intuitiva, tuttavia, i cloud nascondono un funzionamento abbastanza complesso.
Quando l’utente carica i dati, questi vengono trasferiti attraverso un tunnel VPN, crittografati e poi memorizzati su un’unità collegata ad una banca server in un data center. I registri di questi elementi vengono creati in un database che consente di visualizzare gli elenchi di ciò che l’utente ha memorizzato senza dover scaricare nulla, risparmiando tempo e larghezza di banda. Al contrario, quando l’utente richiede il recupero dei file – tramite il download di quest’ultimo -, il processo si inverte.
Invece di scaricare il file effettivo, tuttavia, il cloud invia una copia non crittografata identica all’originale, di cui viene eseguito il backup sicuro sul server di archiviazione cloud.
Il file rimane lì fino a quando non viene spostato o eliminato, oppure quando l’account viene chiuso. Come possiamo intuire, la sicurezza rappresenta un fattore fondamentale per il servizio e molto importante per i provider.
Mentre all’utente è richiesto il semplice inserimento di username e password, il gestore del cloud utilizza molti più strumenti, tra i quali firewall, sistemi multipli per il rilevamento di intrusioni, logs (registri delle attività nel network) e crittografia.
Inoltre, i data center sono solitamente grandi infrastrutture fisiche – la cui posizione è spesso ignota -, dotate di personale di sicurezza e sistemi di allarme e vigilanza.

I vostri videogame in cloud

Molti dei vostri videogiochi hanno i salvataggi sul server della società produttrice ad esempio Epic Games, chiaramente il grosso dei calcoli viene elaborato dai vostri potenti pc da gaming, ma quando vi loggate entrate nella vostra dashboard dove sono salvati i vostri progressi del gioco
Oltre a consentire l’archiviazione digitale, oggi i cloud permettono di fare molto altro. Tra le nuove funzionalità spicca in particolare il cosiddetto cloud gaming. Si tratta di un nuovo modo di giocare ai videogames, attraverso l’utilizzo di un hardware remoto, tipicamente sotto forma di server di proprietà di una società separata. In parole semplici, il server di cloud-gaming esegue un gioco e trasmette il video del gameplay, mentre le azioni di input di tastiera, mouse e controller vengono inviate dall’utente al server, tramite la rete. Questo significa che non sarà più necessario scaricare ed installare il gioco in locale e che i nostri dispositivi – console, computer o cellulare – non dovranno più affidarsi al proprio hardware interno per avviare ed eseguire i giochi. Per potersi divertire basterà quindi una buona connessione ed il tutto avverrà su Internet, salvataggi inclusi. Il cloud gaming è in continua sperimentazione, dal primo tentativo di OnLive, nel 2010.
Ad oggi esistono diversi servizi, in base alla piattaforma utilizzata. Per gli utenti che giocano su console, troviamo infatti PlayStation Now (PS4) e Project xCloud (Xbox One), mentre per coloro che utilizzano il PC troviamo Steam, Shadow e Google Stadia. La maggior parte di questi servizi sono tutt’oggi ancora in fase beta e sono stati rilasciati da poco. Google Stadia, ad esempio, è disponibile dal 19 novembre 2019. Per poter usufruire di tutte le feature promesse, quindi, bisognerà attendere ancora un po’. Una cosa è comunque certa: il cloud gaming è pronto a rivoluzionare il mondo del gaming, portando l’esperienza di gioco in una dimensione totalmente nuova e modificando l’approccio degli utenti ad esso.